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STRADA E ARTE                                                        STREET ART                                                      MOSTRE

9/5/2016

 

​Molte delle esibizioni dell'arte di strada sono legate ai festival che la sponsorizzano. E negli ultimi anni sono molte le iniziative.

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Eccone alcune.


​FRONTIER 2012

​​​Dal 2012 a Bologna si svolge il festival Frontier, un progetto che prevede la realizzazione di murales di grande formato su muri concessi dai proprietari o dal Comune, che ha visto nel corso degli anni la partecipazione di importanti street artist internazionali.


​CHEAP FESTIVAL 2013

Nel 2013 è nato, sempre a Bologna, un festival dedicato interamente alla Street Poster Art, l'arte di strada su supporto cartaceo, di cui il più noto esponente è Shepard Fairey meglio conosciuto come Obey, il CHEAP Festival. Vi partecipano ogni anno artisti di fama internazionale, oltre ai sopracitati Sten&Lex, tra gli altri AK, MP5, Orticanoodles, BR1, Levalet, 2501, Madame Moustache, con interventi in quartieri periferici della città. Oltre ad ospitare artisti noti, il CHEAP Festival propone ogni anno una Open Call per raccogliere lavori da ogni parte del mondo, che vengono selezionati e affissi sulle bacheche comunali dismesse disseminate in tutto il centro storico della città, riutilizzando spazi urbani abbandonati ma sotto gli occhi di tutti per dare spazio a nuovi artisti emergenti.


​GLI AMERICANI IN ITALIA

​Nel 2014 l'arte di strada italiana è stata tema di una mostra allestita presso l'Italian Cultural Institute di New York. La mostra ha presentato il lavoro e il percorso creativo autoriale e personale di una generazione di artisti caratterizzati da una forte presenza urbana e dal tentativo di stabilire un dialogo tra avanguardie artistiche: Agostino Iacurci, Aris, BR1, Cyop&Kaf, Dem, Eron, Hitnes, Sten & Lex, Ufo5, 2501.


​POPISM 2016

​​Popism. Da Warhol a Banksy, la mostra che fino all’11 settembre 2016 sarà ospitata nello Spazio LOC di Capo D’Orlando, in provincia di Messina, documenta il percorso innovativo e rivoluzionario che ha cambiato il modo di vivere l’arte di oggi. Tutto ha inizio con la Pop Art, si evolve con i Graffittisti e il Pop Surrealism, per arrivare a quella che si può definire una vera e propria controcultura: la Street Art.


​BANKSY IN ITALIA

Importantissima la presenza di Banksy in Italia, che prima a Bologna con Street Art – Banksy & Co. L’arte allo stato urbano, e poi a Roma con War, Capitalism & Liberty ha mostrato all'Italia il suo concetto di arte stradale. Decorazioni a spray immediatamente traducibili e trasversali rispetto alla società che comunicano tematiche sociali quali la necessità di libertà d'espressione, il pacifismo, la brutalità della repressione poliziesca, la conformità della morale a regole di sola facciata, l'antiproibizionismo e il rispetto della libertà sessuale e di coscienza.

gb 
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​APPROFONDIMENTI
STREET ART

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STREET ART | STORIA
STREET ART | ITALIA
STREET ART | TORINO
STREET ART vs GRAFFITISMO

STRADA E ARTE                                                        STREET ART                                                      ITALIA

9/5/2016

 

L'arte urbana italiana ha raggiunto una notorietà europea dai primi anni duemila, con l'emersione di tre scuole riconducibili a Milano, Bologna e Roma. 


​MILANO

​La prima tra le tre si concentra su una massificazione degli interventi per intercettare un pubblico il più vasto possibile, con decorazioni di piccola e media grandezza, sempre in grave contrasto con la municipalità e il governo della città.  

Milanesi protagonisti della street art, intesi per la loro rilevanza sul pubblico ampio e non necessariamente addetto ai lavori, sono l'artista pop Bros e il poeta di strada Ivan Tresoldi, e Ozmo che proposero i primi interventi a livello nazionale già nel 1999, ricordiamo Pao ed i suoi panettoni a pinguino, l'illustrarocker Tvboy.


​BOLOGNA

Bologna ha sviluppato invece uno stile che rende massiccia ogni decorazione più che una serialità serrata di interventi per le strade, che passano talvolta in secondo piano rispetto a fabbriche e aree metropolitane dismesse.

​Della scuola bolognese, nonché particolarmente indicativi rispetto alle esperienze stilistiche e pratiche sopracitate, sono Blu, artista di strada e videoautore ormai di fama mondiale, Ericailcane, il cui immaginario che ibrida uomo e animale l'ha portato ad essere anch'esso uno dei più  noti artisti di strada italiani nel mondo, ed Eron, attivo dagli anni novanta tra Rimini e Bologna, eletto miglior artista di strada italiano dalla rivista specializzata AL magazine, esposto oggi in vari musei e gallerie nel mondo. Importante citare il duo di artisti Dado e Stefy grazie anche alla loro passata esperienza nel mondo del graffitismo nostrano. 


​ROMA

Roma invece a sviluppato una passione normografica, grazie a Sten & Lex, attivi dal 2001 e considerati tra i pionieri dello stencil graffiti in Italia.
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​Verso la fine degli anni 2000, il movimento ha preso strade diverse e si è ormai in parte istituzionalizzato nella relazione con le municipalità in collaborazione con le quali spesso coopera: musei, gallerie e grandi corporations.

gb


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​APPROFONDIMENTI
STREET ART


STREET ART | STORIA
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STREET ART | TORINO
STREET ART vs GRAFFITISMO

STRADA E DANZA                                                STREET DANCE                                                    STILI

9/5/2016

 


​BREAKDANCE

La Breakdance trova le sue origini nell'Hip-Hop. Influenzata dalla ginnastica e dalle arti marziali, consiste in mosse acrobatiche. Questa danza è espressione di sentimenti forti, per questo è stato utilizzata nelle battle per risolvere i problemi e le controversie tra gruppi di uno stesso territorio; e nonostante ciò che pensiamo fosse un modo per evitare la violenza nella società. La break è uno dei quattro elementi dell'Hip Hop; gli altri tre sono: MCing (rap), DJ e infine i graffiti . Si compone di una lunga serie di movimenti; i tipi più popolari sono Top Rocking, Footworks, Powermoves e Locking. Di solito la musica rap, funk, break beat, house ed electro accompagnano i movimenti.


​POPPING

Il popping é emerso a Fresno, California. Noto per creare visivamente un effetto robotico. In questa disciplina i movimenti sono fondamentalmente: la contrazione muscolare e di rilassamento fluidamente, generando pulsazioni nel corpo del ballerino.  Si utilizzano anche altri movimenti come bot, tutting liquidm, strobbing, al rallentatore, scarescrow e altri. Il funk è stato parte della genesi del Popping e per questo la musica utilizzata è spesso il funk, ma anche il pop e la disco, la dub e l'elettronica.


​C-Walk

Il Crip Walk era in origine un rituale cinico e macabro praticato dai membri della banda afroamericana dei Crips, dopo aver ucciso o picchiato un membro della gang rivale dei Bloods. Questo stesso movimento poteva essere eseguito per celebrare il reclutamento di un nuovo membro nella gang, per avvertire i propri compagni dell'arrivo delle forze dell'ordine durante la perpetrazione di un reato, ecc. Successivamente praticato anche dai Bloods nei confronti dei Crips, in quei casi il rituale dovrebbe essere considerato non un Crip ma un Blood Walk. Nel corso del tempo questo tipo di danza ha comunque assunto il nome di Clown Walk, nome atto principalmente ad indicare il senso puramente visivo e spettacolare del ballo. 

I movimenti devono essere sciolti, lineari e allo stesso tempo veloci. Alcuni movimenti caratteristici del C-Walk:

V-move movimento eseguito al fine di comporre una V con entrambi i piedi. Uno dei movimenti più ricorrenti in un Clown Walking.
Shuffle (l'atto di trascinare i piedi), movimento che consiste nel trascinare i piedi in modo sincrono avanti e indietro. 
​Heel-Toe (il tacco-punta). The Snake (il serpente).


​LOCKING

Il Locking (originalmente Campbellocking) è una danza hip hop sviluppatasi alla fine degli anni sessanta a Los Angeles. Abbina a movimenti distinti e veloci delle braccia, movimenti fluidi e molleggiati delle gambe, eseguiti su melodie funk.

La paternità del Locking è attribuita allo statunitense Don Campbell. Alla fine degli anni sessanta combinò assieme vari movimenti presi da danze d'intrattenimento (Fad dances) per creare originali performance. Il Locking si sviluppò durante gli anni settanta quando Don Campbellock fondò il gruppo The Lockers ed entrò in contatto con la cultura hip hop diventandone una delle danze rappresentative.
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Il Locking si basa sul concetto di «lock»: eseguire movimenti veloci per poi bloccarli all'istante. Principalmente i movimenti delle braccia si dividono in Lock (chiudere, bloccare), Point (puntare) che riprende il gesto delle locandina d'arruolamento all'esercito dello Zio Sam (Uncle Sam) e Twirl (ruotare) un giro e mezzo della mano sopra la testa.


​NEW STYLE

Urban Dance Street o tutti quegli stili derivati ​​dal funk, R & B e Hip Hop che hanno cominciato a svilupparsi negli anni Settanta e che, nel corso degli anni, sopravvivono con le loro influenze, contaminazioni ed evoluzioni. Nel 2000 arriva il termine "New Style", per descrivere questo nuovo stile in cui i ballerini utilizzano liberamente la musica per dare origine a nuovi movimenti. E' un modo molto originale per montare una coreografia, in cui le tendenze e gli stili si fondono.

gb 
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​approfondimenti
street dance


STREET DANCE | TECNICHE
STREET DANCE | STORIA
STREET DANCE | FESTIVAL
STREET DANCE | ITALIA

STRADA E ARTE                                                  STREET ART                                                        FESTIVAL

9/5/2016

 

​Una carrellata di eventi che per tutto l'anno coprono le strade dello stivale.

​Scopri quale festival è vicino a te.


​VIAVAI project
Salento 

È un evento di arte pubblica organizzato dall’associazione culturale WOW. Da febbraio ad agosto L’obbiettivo di creare sul territorio una galleria itinerante a cielo aperto, dove il VIAVAI di artisti è l’elemento principale su cui si basa il progetto. In un territorio, il Salento, che è crocevia di culture, passaggio e realtà, viavai di popoli, non tutto “va via” senza lasciare traccia.
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​Memorie Urbane 

gaeta 
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Il festival ospita artisti provenienti da tutto il mondo e vede la partecipazione di un territorio ampio con 12 città di diverse province e regioni e 150 interventi. Si svolge da febbraio a novembre creando un laboratorio artistico a cielo aperto degno delle principali capitali europee. La quinta edizione vede anche l’apertura dello spazio espositivo permanente Street Art Place _Urban Gallery a Gaeta.
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​CVTà Street Fest 

Civitacampomarano 

​Per la prima volta i linguaggi della street art ridisegnano il paesaggio urbano di un suggestivo angolo di Molise, il borgo di Civitacampomarano in provincia di Campobasso ad aprile. La manifestazione si terrà quest’anno per la prima edizione da giovedì 21 a domenica 24 aprile 2016 e vedrà protagonisti sei artisti che hanno lasciato tracce del loro passaggio in diverse città del mondo: Biancoshock (Italia), David de la Mano (Uruguay), Pablo S. Herrero (Spagna), Hitnes (Italia), ICKS (Italia), UNO (Italia). La direzione artistica è di Alice Pasquini, in arte AliCè.
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​ALT!rove
Catanzaro 

Un nuovo punto di vista sulla città e della città in contesti urbani trascurati per contribuire alla creazione di una cittadinanza attiva e partecipativa nella cura degli spazi comuni. Ad aprile a Catanzaro.
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​Cheap
Bologna

È il festival di street poster art che si svolge i primi dieci giorni di maggio, anche se ormai è a portata di sguardo tutto l’anno. Merito anche del progetto parallelo Cheap On Board, che oltre a rendere oggetti d’arte alcuni pannelli pubblicitari dismessi, porta avanti di pari passo un lavoro costante di sensibilizzazione dello spazio pubblico urbano. Dalle vie del centro passando per i viali fino Pilastro, Cheap porta carta e colla su decine di muri della città.
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​Frontier
Bologna 

​Fra maggio/giugno, il progetto di Claudio Musso e Fabiola Naldi è basato su due fasi operative complementari: una dedicata alla creazione di opere murali di grande portata architettonica e visiva e una dedicata all’approfondimento teorico e critico del Writing e della Street Art. Famoso il caso del romano Hitnes, che disegnò su un palazzo Acer in via Pier dè Crescenzi topi bianchi e mandrilli. La querelle sull’opera, che non fu apprezzata dagli inquilini del condominio, arrivò in consiglio comunale con intensi scambi di opinione. Uno degli “incidenti” di percorso, ad esempio, utili per comprendere quali sono le strade da percorrere. O d’affrescare.
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​Outdoor
Roma

Festival settembrino nato nel 2010 ideato e curato da Nufactory. Nel 2015 si è svolto in un’ex caserma abbandonata di 70.000 mq, quindi al chiuso, con interventi site specific di oltre 70 artisti internazionali, ma è il festival che in passato ha lasciato più tracce esterne in città.
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​Sagra della Street Art
Reggio Emilia
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Tra le montagna dell’appennino reggiano, nella zone di Trinità e Vedriano, a settembre, si dipinge su stalle, fienili, osterie, cisterne, case e caseifici. Da un’idea di Collettivo FX e Associazione Whats.
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​Subsidenze
Ravenna

​Curato dall’Associazione Culturale Indastria, il festival, a settembre, si propone di estendere il dibattito e il confronto tra arti urbane e cittadini, attraverso nuovi murales, includendo scambi di artisti con città gemellate. In programma anche workshop ed eventi aggregativi sul tema murales al fine di favorirne l’approfondimento teorico e critico.
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​FestiWall

Ragusa 

​​Un festival annuale che prevede la realizzazione di opere d’avanguardia urbana, occasione per mostre, workshops, concerti e dj set nel tessuto urbano di Ragusa superiore a settembre.
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​Biennale Muro Dipinto
Dozza 

È nato negli anni sessanta, quando ancora la parola “street art” non esisteva. All’epoca l’idea era quella di far diventare la città una galleria a cielo aperto, dipingendo i muri delle case con affreschi e rilievi a testimonianza permanente degli artisti invitati ogni due anni. Dozza è oggi un’antologia pittorica. Ovviamente negli ultimi anni non sono mancati gli street artist, aggiornandone stili e messaggi. A settembre.
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​Mais Festival

Andria 

Il festival curato da Daniele Geniale e Valentina Lorizzo tra musica, arti visive (pittura, scultura, grafica, ecc.), illustrazione e street art, anima le strade di Andria l'ultimo mese dell'anno.
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​SAnBA

​Roma


SanBa nasce da un’idea del team creativo di WALLS che si occupa da anni di Arte Pubblica contemporanea. Si svolge a San Basilio solitamente da gennaio a febbraio. L’obiettivo è di rendere i quartieri periferici centri di produzione di arte e cultura attraverso laboratori rivolti agli studenti del quartiere, spettacoli di intrattenimento e opere d’arte permanenti che restituiscono agli abitanti porzioni di territorio in disuso come spazi dalla forte identità artistica. In questa ottica il luogo di elezione di SanBa 2015 è stata l’area verde tra via Corinaldo, via Loreto, via Arcevia e via Treia, strategicamente posizionato tra i Lotti Ater, la scuola elementare e il Centro Culturale “Aldo Fabrizi”.
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​Pop Up! Festival 
Marche

​Happenings, installazioni permanenti e temporanee, conventions, opere pittoriche a cielo aperto, anteprime di pubblicazioni d’arte, videoarte urbana, cantieri d’arte, eventi enogastronomici, musica live e performances. Come in un libro popup per bambini in cui, sfogliandone le pagine, saltano fuori scenari animati e visioni tridimensionali, è la quotidianità urbana a rivelare le proprie potenzialità estetiche, mediante un fare che solo l’Arte può riconoscere.
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approfondimenti
street art

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STREET ART | STORIA
STREET ART | ITALIA
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STREET ART vs GRAFFITISMO

STRADA E ARTE                                                STREET ART                                                        TORINO

9/5/2016

 


​INKMAP

Grazie a numerosi interventi di arte urbana, che si sono susseguiti soprattutto negli ultimi anni, Torino è sempre più un museo a cielo aperto. Per districarsi tra le numerose opere presenti in città, dislocate lungo tutto il tessuto urbano, è nata Inkmap.

Inkmap è una mappa-percorso che permette di individuare e raggiungere le opere di arte murale cittadine. Dalle grandi facciate delle tre edizioni di Picturin – Torino Mural Art Festival agli interventi di MurArte, dal SAM di Parco Michelotti, al MAU di zona Campidoglio, agli interventi recenti di NizzArt, passando per le Hall Of Fame dei writer, le gallerie e le associazioni del territorio.

Un territorio fertilissimo,
 con molti artisti in contatto tra loro, disponibili a collaborazioni indipendenti. Il tutto accanto a un tentativo di istituzionalizzare il fenomeno, attraverso un accordo tra alcune associazioni e l'Ente Comunale.
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ITINERARIO COMPLETO


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​Torino (E NON SOLO)
​E LA street art


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​IL CERCHIO E LE GOCCE
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Composta da writer (Corn79 e Mr. Fijodor), per promuovere il graffiti-writing, è un’associazione che, con Monkeys Evolution e Style Orange, collabora con le istituzioni. Contribuendo alla nascita, nel 1999, del progetto comunale MurArte, per la creazione di murales legali. E partecipando, sempre con la città, alla realizzazione nel 2010 diPicTurin, un festival di arte pubblica su grandi edifici. Sua l’ideazione di Inkmap, una mappa dei quartieri di Street Art, cartacea, online e in forma di app.
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​URBE RIGENERAZIONE URBANA


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Nata nel 2011 dall’esperienza dell’ex Fabbrica Aspira, dove la maggior parte degli artisti torinesi – tra cui Gec, BR1, AK, 999 – si è ritrovata a dipingere insieme per la prima volta, è un’associazione presieduta da Raw Tella e si occupa di progetti di arte urbana. Come NizzArt (in collaborazione con La Stampa) e BUA – Berthollet Urban Art, entrambi con interventi nello spazio pubblico, in zona San Salvario. Nel 2012 ha ideato la start up di Bunker, dove poi è iniziato Un viaggio di pittura e poesia di Opiemme col murale The Raven.


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​VARIANTE BUNKER

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Dall’esperienza del Bunker, nel luglio 2013 è nata una seconda associazione, presieduta da Eugenio Dragoni. Sempre collocata negli ex capannoni industriali Sicma della Quittengo Srl, in Barriera di Milano, gestisce quasi esclusivamente orti urbani, spettacoli musicali, mostre d’arte. Sul fronte del muralismo e della Street Art, invece, continua a promuovere il festival Sub Urb Art avviato da Urbe. Coinvolgendo artisti locali, italiani e internazionali, per dipingere sulle facciate esterne e interne dei suoi spazi.
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​MAU – MUSEO ARTE URBANA
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Il nucleo originario è in Borgo Vecchio Campidoglio, un quartiere operaio di fine Ottocento. Da associazione nata dal basso, oggi è diventata una struttura museale presieduta e diretta da Edoardo Di Mauro, con sede in condivisione con la Galleria POW Alessandro Icardi. Dal 1995 sono state prodotte 104 opere murarie, sebbene di artisti lontani dalla galassia street. Solo recentemente ne sono entrati a far parte alcuni esponenti, con radici nel graffitismo, come Mauro 149 (Truly Design) e Xel.

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​SAM – STREET ART MUSEUM


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È una galleria di murales a cielo aperto, situata presso l’ex Zoo comunale, al Parco Michelotti. Promossa dall’associazione culturale BorderGate, tra il 2011 e il 2012, mediante il progetto Border Land, ha riqualificato l’area con oltre sessanta opere su pareti, gabbie e vasche un tempo occupate dagli animali, coinvolgendo altrettanti artisti italiani e stranieri. Ora quell’esperienza, coordinata da Carmelo Cambareri, si è conclusa. Per rinascere presto altrove col nuovo nome di SAMO (the SAMe Old shit).
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GALO ART GALLERY


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Un luogo dove la definizione di Street Art è quanto mai opportuna. Per il legame con la strada, certo. Ma non solo: qui l’arte può essere espressa sotto forma di video, murales, tele, limited edition screen prints. Aperta in zona San Salvario nel 2010 dallo street artistGalo, legato alla scena post-graffitista internazionale, la galleria ricopre in città, in occasione degli opening, un forte ruolo di coagulante per l’universo street. Rappresentandone ufficialmente il movimento, insieme al suo artista di riferimento Pixel Pancho.
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​SQUARE23
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Lo spazio di Davide Loritano è una galleria-laboratorio aperta alle opere e alle idee degli artisti e del territorio. Tante le collaborazioni, per progetti di Street Art, avviate dalla sua nascita nel 2011 con diverse realtà: da PicTurin a SAM –e BAM – Bergolo Art Museum, l’altro museo di street art a cielo aperto nel cuneese; dallo Studio d’Ars di Milano al progetto di riqualificazione del carcere di Tirano (Sondrio). Fino al blogStreetArTO di Luca Indemini e Simona Savoldi.
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​APPROFONDIMENTI
STREET ART


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STRADA E DANZA                                              STREET DANCE                                                        ITALIA

9/5/2016

 


​ANNI 80

La street dance attecchisce in Italia nei primi anni ottanta, grazie al film Flashdance e si sviluppa di pari passo con il movimento hip hop. A differenza degli Stati Uniti, in Italia il movimento trova il sostegno dei centri sociali, in particolare a Roma (Snia e Forte Prenestino) e Bologna (Isola nel Kantiere, Livello 54). A partire dagli anni novanta, b-boy e b-girl iniziano a rappresentare lo "stile italiano" anche all'esterno.

Fra i b-boy/b-girl della old-school italiana ricordiamo: Massimo Colonna alias Crash Kid (1972-1997) di Roma, Maurizio The NextOne Cannavò di Torino, Emilio e Marcella di Genova, Davide Kid Head di La Spezia, Roberto "PapaB" di La Spezia, Carlo "DC Ace" di Pesaro, Scacio di Mantova, Luca Led Miniati di Firenze, Marco Sala di Ortona, Andrea Tim Di Antonio e Simone Serio Festelli di Roma, Eddy J, Begha, Roger, Kaze, Snorky di Savona.


​ANNI 90

Nel 1991 Maurizio ed Emilio con la crew Battle Squad vincono il Battle of the Year, e nel 1995 trionfano anche Kid Head e Crash Kid con il gruppo The Family. Fra il 1991-92 i Battle Squad arrivano a New York dove "esportano" lo stile europeo e donano nuova linfa alla scena newyorkese che da alcuni anni registrava un calo numerico e qualitativo.

​Luoghi storici del breaking italiano sono all'incirca questi: di lato il Teatro Regio di Torino; il muretto a Milano; i portici di fronte al Longines in Piazza Piccapietra a Genova; Galleria Colonna a Roma. Questi spazi pubblici negli anni ottanta e novanta furono il teatro degli allenamenti e dei battle delle prime generazioni di b-boy italiani, oltre ai sopracitati centri sociali.


​ANNI 00

Fra gli anni novanta e duemila, a Roma diventano luoghi di allenamento anche il sottopassaggio di viale Regina Margherita, i portici di piazza San Giovanni Bosco, l'AirTerminal di Garbatella e il Foro dello Stadio Olimpico. 

L'arte di strada, in tutte le sue forme, dai primi anni del 2000 ha visto una crescita esponenziale. In Italia sono almeno 10mila i musicisti, giocolieri, acrobati, clown, danzatori, mimi, madonnari, cantanti e altro che si esibiscono tra strade, piazze cittadine ed eventi organizzati in tutta la Penisola. Solo a Roma e a Milano, tra il 2013 e il 2014, più di 3000 performer si sono iscritti agli speciali registri comunali.

gb 
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APPROFONDIMENTI
STREET DANCE

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STREET DANCE | TECNICHE

Editoriale | La Strada

9/5/2016

 
Foto
Da sempre la Strada è stata fonte di ispirazione. Arte, Musica, Letteratura, Danza, Teatro, Moda, Cinema, per citarne solo alcuni, non hanno mai celato una relazione costante e nevrotica con le strade, esaltandole spesso a muse ispiratrici. Per i loro colori e le loro luci, per gli odori che regalano all'olfatto, per le ambientazioni sonore che, mischiate, concedono qualcosa di nuovo alle nostre orecchie. Tutto è caos e dunque ispirazione. Di giorno e di notte. Perché la strada, le città, sono ambivalenti come l'uomo. E per la loro doppia natura nascondono, ma non troppo, contrasti, conflitti, gioie ed euforie. Dalla placidità di un corteo funebre, al vitalismo delle manifestazioni giovanili. 

Foto
​Eros e Thanathos convivono in ogni strada e come nell'uomo e nella vita, comportano un percorso, un viaggio, un pellegrinaggio. Qualunque sia il significato che si concede alle strade, questo presuppone, sempre e a priori, la conoscenza. Del nuovo, del diverso, del nascosto, di ciò che ancora non conosciamo. Di quello che cerchiamo e di ciò che sappiamo poter trovare. La strada è un confronto, con gli altri e con noi stessi, nel momento in cui ci "svela" le nostre paure, i nostri pregiudizi, le nostre piccolezze, le nostre mancate scelte, non ultime le nostre fobie. La strada è uno specchio, della società, del passato e del futuro. Archivio stratificato fatto di terra e sangue, la strada è sempre, in bene e in male, un luogo di socializzazione e relazione. Di scambio.

Foto
E per tutto questo e molto altro, Art is present dedica alla strada, questo nuovo "primo numero". Tornare alla strada vuol dire ri-tornare all'origine in qualche modo, alla semplicità del vedere e del fare. Alla curiosa intelligenza che aiuta a crescere e quindi capire. Un inno alla strada per non dimenticare il potere dell'arte e di come questo agisce sull'uomo. Ricordarsi la serietà dell'arte, che non è seriosità museale o teatrale o istituzionalizzazione, ma piuttosto comunicazione, esternazione di forti contrasti interni che per necessità devono mostrarsi, inconsapevoli o meno, non importa, ma resta fondamentale la relazione, la sorpresa, la connessione di idee che l'arte produce. La catarsi, infine per chi la vive. L'artista di strada muove da un forte disagio originario, comunicare a più livelli e con vari registi, una condizione esistenziale conduce ad una coscienza collettiva. E la condivisione, lo scambio, hanno sempre salvato l'uomo. Torniamo nelle strade e lasciamo a casa le infrastrutture!

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STRADA E TEATRO                                            TEATRO DI STRADA                                            FESTIVAL

9/5/2016

 


Ogni stagione e quella giusta per scendere in strada
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​Alcuni dei festival della penisola che da nord a sud colorano e animano le vie cittadine.


​PIEMONTE

Just for joy, TO
Festival Internazionale del Teatro di Strada, TO
Mirabilia, Fossano, CN
Ratataplan, Lessona, BI
Sul filo del Circo, Grugliasco, TO
Di strada in strada, Bra,TO
Immagini dall'Interno, Pinerolo TO
Novara Street Festival, Novara, T


​LOMBARDIA

​MAST, Malpensa MI
Sarnico Busker Festival, Br
La Strada, Br
Come d'Incanto, Bg
Le Strade del Teatro, Abbiategrasso (MI)


​Trentino Alto Adige

Asfalt Art, Merano (BZ)


​Emilia Romagna


Artisti in Piazza, Pennabilli (Ri)
Ferrara Buskers, Ferrara


​TOSCANA

Mercantia, Certaldo (Firenze)


​LAZIO 

Fasti Fringe Festival, Frosinone, Ro
Bajocco Festival, Albano Laziale, RO
Festival Internazionale dell'Arte di Strada e dell'Artigianato Artistico, Tolfa, Ro


​SICILIA 

Ibla Buskers, Ragusa

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STRADA E ARTE                                                    STREET ART                                                          STREET ART vs GRAFFITISMO

9/5/2016

 

​Arte di strada o arte urbana è il nome dato dai media a quelle forme di arte che si manifestano in luoghi pubblici, spesso illegalmente, con l'uso di tecniche diverse: bombolette spray, adesivi artistici, arte normografica, proiezioni video, sculture.


​DIFFERENZE

​A differenza del graffitismo l'artista di strada non vuole imporre il suo nome, ma intende creare un'opera d'arte che si contestualizzi nello spazio, creando un impatto e interagendo con un pubblico diversificato, che non sceglie di visionare l'opera. Il concetto è facilmente riconducibile all'idea di performance nata negli anni Settanta, con in più la volontà di proporre un'opera duratura, che non sia ufficiale né richiesta.

Sostanzialmente le differenze tra l'arte di strada e i graffiti consistono primariamente nel uso della tecnica: mentre i graffiti si concentrano sull'espressione nella lettera che poi va a comporre la TAG (lo pseudonimo), l'arte urbana si esprime al meglio con soggetti umani o animali, spesso seguiti da slogan. Punto di incontro fra le due, invece, sono i luoghi in cui si esprimono: periferici, o marginali (almeno agli esordi); e talvolta le modalità di esecuzione.


MOTIVAZIONE

Ogni artista è mosso da ideali o motivazioni di verse. Alcuni la praticano come forma di critica o come tentativo di abolire la proprietà privata, rivendicando le strade e le piazze. Altri, invece, come vera propria contestazione contro la società o contro le politiche. Altri ancora, più semplicemente, vedono le città come un luogo in cui poter esporre liberamente. L'arte di strada, offre infatti la possibilità di avere un pubblico vastissimo, spesso molto maggiore di quello di una tradizionale galleria d'arte.

Chi fa graffiti, con l'imposizione della TAG, il suo nome, non muove apparentemente nessuna critica. Sembra solo affermare la propria esistenza e comunicarla. Spesso veri e propri atti vandalici (se non strutturati) i graffiti non sempre abbelliscono le nostre città e spesso de-valorizzano palazzi e monumenti cittadini.


​ULTIME TENDENZE

​Nel corso degli anni molti artisti hanno comunque maturato nuove tendenze creative, e pur mantenendo radici nel graffiti writing, sono riusciti a sconfinare nella tipografia, nel design, nell'abbigliamento, contaminando il tipico stile degli anni Ottanta con ideali più razionali e vicini alla grafica.

​Si parla di tendenze artistiche post-graffiti
 per le influenze ormai evidenti nelle tecniche pubblicitarie e nella moda. E oggi sono molti gli artisti che, provenienti da esperienze precedenti spesso illegali, si sono integrati nel sistema convenzionale del mercato dell'arte.

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9/5/2016

 


​TEATRO PROFANO

Il teatro di strada ha una lunga e complessa storia. In effetti il tempo in cui le rappresentazioni si svolgevano in edifici teatrali, storicamente, è molto limitato rispetto alle fasi dove lo spazio scenico era un luogo all’aperto: un mercato, una fiera, una piazza, una via o un sagrato di una chiesa. Dal cinquecento fino al ventesimo secolo, il teatro, concepito in uno spazio chiuso si impossessa delle particolarità e delle tecniche del teatro di strada. 
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Teatro profano, il teatro di strada nasce dinanzi al tempio e nell'alto Medioevo è l'unico vero coprotagonista dello spettacolo sacro, opponendo a quest'ultimo un registro buffonesco e comico. I suoi militanti sono istrioni, spesso vagabondi, e rappresentano gli unici professionisti del teatro nel Medioevo. Amati dalla gente e considerati gli eredi naturali dei mimi romani, nonostante la messa al bando e le persecuzioni da parte delle autorità civili e religiose, difficilmente si riuscì ad eliminarli, continuando a incontrarli nelle piazze e talora nelle chiese.


​TRADIZIONE IRRISOLTA

Eppure il teatro di strada non è considerato una tradizione del teatro. Cruciani e Falletti nel loro Promemoria del teatro di strada, 1984, parlavano di una "tradizione irrisolta": una presenza inequivocabilmente continua e ampia, ma estromessa rispetto alla storia del teatro.
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Il fermento che avvenne fra i '70 e gli '80 condusse il teatro rappresentato nell’edificio teatrale, di nuovo nelle piazze, per strada. Una consapevolezza nuova, accompagnata dalla sperimentazione di soluzioni diverse, ha permesso al Teatro di strada di assumere un significato sempre più rilevante: tornando popolare, di nuovo, riscopre così, un decentramento antico. 


​LA FRANCIA

La Francia è forse il paese trainante del settore, considerando l'arte di strada come una delle più alte forme drammaturgiche del nuovo millennio, ed investendo in esso enormi risorse economiche. Molti dei maggiori eventi in Francia ed in Europa sono incentrati sulle varie discipline e linguaggi del Teatro di Strada (Festival quali Chalon, Aurillac) e in tutta Europa continuano a nascere spazi di creazione dedicati a questo "nuovo" settore, di cui alcuni veramente enormi, come per esempio la Citè des Arts de La Rue a Marseille, che presenta una superficie coperta di 33.000 m², in cui vengono riprodotti spazi urbani chiusi e riscaldabili per permettere i processi di creazione e di prova durante tutto l'anno, oltre ad ospitare enormi officine e laboratori.

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9/5/2016

 


​FRA 70 E 80

Con l'industria dell'intrattenimento che indirizza verso forme più istituzionalizzate di svago, prodotte con grandi mezzi e tecnologie, gli artisti di strada sono molto più rari di un tempo, quando non vi erano radio o televisione e gli spettacoli di strada costituivano un'attrattiva immancabile in ogni festività. In Italia la situazione non è così avanzata, l'immagine del teatro di strada italiano è purtroppo ancora molto legata agli Artisti di Strada, una forma di piccolo spettacolo tradizionalmente italiano, accomunato alla forma artistica dei buskers, che di solito si esibiscono a cappello.

Fra gli anni '70 e gli '80 ci fu un grande fermento e il teatro rappresentato nell’edificio teatrale, lascia la scatola nera e torna nelle piazze, per strada. Si riappropria degli spazi scenici che già gli appartenevano con una consapevolezza tutta diversa, 
con la sperimentazione di soluzioni diverse, spesso finalizzate alla rivoluzione teatrale o ad intenti dichiaratamente politici, o alla rivoluzione sociale e/o politica. 
Il teatro popolare oggi va quindi di nuovo verso la gente, riscoprendo un decentramento antico, permettendo alle persone che non possiedono cultura teatrale di assimilare dal vivo questo tipo di esperienze.

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NormativE
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​La prima legge che regolasse gli artisti di strada la troviamo nell'antica Roma nel 462 a.C. Le leggi delle dodici tavole prevedevano, come forma di reato, eseguire (pubblicamente) delle parodie o canti diffamatori nei confronti di qualcuno. La sanzione era la morte.
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Oggi, il settore è in fase di riconoscimento da parte del Ministero della Cultura ed esiste una Federazione Nazionale che raduna artisti, compagnie e promotori professionisti, alla quale si possono richiedere materiali e approfondimenti relativi all'attività professionale.

​ROMA

In Italia, la prima delibera in una grande città venne approvata a Roma nel 2000, su impulso del consigliere Pino Galeota e degli artisti di strada riuniti nel Co.R.A.S. (Coordinamento Romano Artisti di Strada); nel corso della presentazione della delibera è intervenuto a prendere la parola anche Dario Fo, al tempo da poco insignito del premio Nobel. Nello stesso anno, il regista Wladimir Tcherkoff realizzò per la Televisione della Svizzera Italiana un film documentario sulla situazione dell'arte di strada romana dopo la delibera, dal titolo La strada come palcoscenico. 
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​L'abrogazione nel 2001 dell'articolo 121 del TULPS, che disciplinava l'esercizio di tale attività attraverso l'iscrizione degli artisti di strada in appositi albi presso il loro comune di residenza, ha di fatto creato un vuoto legislativo. Ora ogni amministrazione comunale riempie come meglio crede tale vuoto legislativo: si va dall'assoluto divieto all'adozione di specifica delibera. Il panorama giuridico, pertanto, è variegato e frammentato.


​Nel decennio successivo, causa la massiccia immigrazione, il quadro sociale degli artisti di strada a Roma mutò profondamente rendendo necessario un aggiornamento del regolamento. E' stata quindi realizzata una nuova delibera nel 2012 per mano dell'Assessore alla Cultura Dino Gasperini, contestata dal movimento Strada Libera Tutti formato dagli artisti di strada romani, che ha fatto ricorso al TAR ottenendo l'abrogazione dei due articoli in cui, indipendentemente dall'uso che ne veniva fatto, si vietava l'uso di amplificazioni di qualsiasi tipo e di strumenti a fiato e a percussioni di qualsiasi genere.

​MILANO

E' Milano però, nel 2012 grazie a Luca Gibillini (Sel), che ha approvato il più avanzato regolamento esistente in Italia sull'arte di strada. Un sistema di turnazioni, una mappatura di oltre 250 luoghi dove esibirsi e soprattutto l'introduzione della prima piattaforma online [www.stradaperta.it] dove è possibile registrarsi, iscriversi e monitorare tutte le esibizioni in tempo reale. Attraverso il regolamento e la piattaforma Milano è stata proclamata la terza miglior città al mondo per arte di strada. Sistema però contestato, in quanto secondo alcuni il software che gestisce la prenotazione delle postazioni di spettacolo ha un funzionamento che penalizza fortemente la qualità della proposta artistica, incoraggiando l'esibizione di figure non professionali.

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STRADA E ARTE                                                STREET ART                                                      STORIA

9/5/2016

 


​LONDRA

La strada come luogo di tutti dove chiunque può lasciare un segno più o meno sovversivo, più o meno clandestino. Questo è il principio che unisce i graffiti di Keith Haring a quella che oggi chiamiamo street art. Ma per capirne la portata e il significato bisogna fare un passo indietro, a Londra, alle soglie del nuovo millennio, in una città dominata dalla generazione dei Young British Artist, star internazionali della creatività contemporanea.

​Qui nasce la protesta di 
Fairey, Banksy e degli altri artisti, che rapidamente conquistano tutto il mondo contestando con fermezza il mercato, gli artisti, i galleristi, i musei, non ultimo la politica e i suoi protagonisti.


​SOVVERTIRE L'ARTE

Stencyl, spray, stikers come forma sovversiva per lanciare il germe di una protesta che striscia e colpisce molti più spettatori dei frequentatori di in un museo. La street art, nasce, quindi,  come naturale elaborazione della cultura pop, negando il sistema socioeconomico del piccolo e potente sistema dell’arte contemporanea. Il movimento ha aperto la prospettiva di una condizione antropologica essenzialmente urbana in cui la maggior parte degli abitanti vive la città come ambiente naturale. La street art diventa, così, rivendicazione di esistenze clandestine di individualità nel caos indifferente della città.
​In opposizione alla ristretta cultura d’élite rappresentata nell’arte dal soggettivismo astratto americano e dall’esperienza informale europea, l’artista pop volge il suo interesse alla cultura popolare, e richiama l’attenzione sulla banalità e brutalità oggettiva di uso quotidiano, accettandola.

​Al centro dell’opera d’arte si concentrano prodotti “usa e getta” utilizzando soprattutto i nuovi materiali plastici, economici, flessibili dai colori brillanti e le tinte piatte. E’ un’arte aperta alle forme più popolari di comunicazione: i fumetti, la pubblicità, i quadri riprodotti in serie; nell’era della riproduzione meccanica dove la reperibilità è l’unico valore riconosciuto, la ripetizione seriale diventa fondamentale.


EUROPA

A tre decenni dalla sua comparsa il fenomeno socio-culturale della street art ha ormai guadagnato, tramite le sue influenze sulle arti visive, una rilevanza unica sul panorama della creatività contemporanea. Intorno al 2000, tra Francia, Inghilterra, Spagna, Finlandia e Italia, si assiste a qualcosa di nuovo e differente per le strade; numerosi creativi (artisti, fotografi, poeti, graffitari) abbandonano l'etnocentricità della street art e, proponendo lavori su manifesti, normografi o vernice traducono la loro esigenza d'espressione in una tensione costante verso la comunicazione di massa e la partecipazione del pubblico al senso dei propri interventi.


​ISTITUZIONALIZZAZIONE

Nel corso degli anni molti artisti, infatti, hanno maturato nuove tendenze creative per cui, pur mantenendo radici nell'arte di strada, sono riusciti a sconfinare nella tipografia, nel design, nella moda, contaminando il tipico stile degli anni '80 con ideali più razionali e vicini alla grafica.

​Si parla di tendenze artistiche "post-graffiti" in particolare riferendosi all'arte di strada, e di Graffiti Design per le influenze oramai evidenti nelle tecniche pubblicitarie e nella moda. È possibile affermare che molti artisti oramai integrati nel sistema convenzionale del mercato dell'arte, traggono il loro valore da esperienze precedenti spesso formalmente illegali.

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9/5/2016

 

​Alcuni dei nomi dei festival sul territorio peninsulare che promuovono la street dance.
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SCEGLI QUELLO PIU ADATTO A TE!


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* B-boy Event

* Hip Hop Connection 

* Battle of the Yea​r
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* H2R – Hip Hop Revolution
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* Outdoor 

* danza urbana 

* TO STREET DANCE FESTIVAL

* the week

* WE ARE – Milano Hip hop Contest!

* Movimenti urbani

* yofestival

* Express Yourself
​

* The jambo

* THE URBAN FREESTYLE AND XTREME SPORT FESTIVAL

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9/5/2016

 


SOCIALIZZARE

Per street dance (danza di strada o danza urbana) si intende un insieme di stili di danza evolutisi al di fuori delle scuole di ballo tradizionali, in spazi aperti quali strade, dance party, feste di quartiere, parchi, cortili scolastici, rave party, night club. In genere sono basate sull'improvvisazione e sulla socializzazione, incoraggiando l'interazione e il contatto con gli spettatori e con gli altri ballerini.


​​Evoluta da contesti urbani e suburbani in forme di cultura underground, la street art fa parte della cultura locale, alla stessa maniera della danza popolare (anche se, con l'avvento di Internet, la danza sembra essere condivisa tra persone con gli stessi gusti musicali sparse per il mondo). Inoltre, la street dance si caratterizza come danza popolare moderna proprio in riferimento all'urbanizzazione. Alcuni esempi di danze di strada sono rappresentati dal B-boying (noto come break dance e nata a New York), il Melbourne Shuffle (da Melbourne) e il Tecktonik (Parigi).


REINTERPRETARE LA CULTURA
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Le origini della street art sono incerte. Per convenzione, la sua nascita viene stabilita intorno alla fine degli anni sessanta - prima metà degli anni settanta, in giovani comunità afroamericane e latine del South Bronx di New York. Prima del fenomeno dei Block Party e della nascita dei breakbeat, alcuni giovani, al ritmo della musica funk e di artisti come James Brown, iniziarono ad abbinare movimenti "in piedi" e "a terra" senza una vera e propria struttura. 
​
​Originariamente il breaking prende vita in strada nei cosiddetti cypher: cerchi di persone dove i b-boy si alternano per eseguire una sessione di ballo. Oltre che un momento di espressione ed allenamento, il cypher rappresenta un modo di socializzazione giovanile. All'interno del cypher può nascere una sfida individuale o di gruppo, chiamata in gergo battle. Il cypher e il battle sono una reinterpretazione culturale, in quanto modificano antiche pratiche rituali adattandole all'ambiente urbano contemporaneo. 

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9/5/2016

 

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Fra Street Dance, stili di vita e storia del movimento, 6 documentari per conoscere meglio chi balla in strada.

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Buona visione..

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THE history of BreakDance
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​Street Dance 




Meet our Bboys





​No Backspins




Planet B-Boy




​Hip Hop Is...



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9/5/2016

 


​SOUL TRAIN

​I primi b-boy si ispiravano principalmente ai modelli offerti dai media e dalla propria cultura di origine (afro-americana e latina). La maggior parte di loro aveva un background africano ed erano personaggi di spicco nel mondo dello spettacolo americano degli anni Settanta.

​Con gli anni Ottanta, a seguito della diffusione mediatica della breakdance, la trasmissione Soul Train nel ciclo condotto da Don Cornelius diventò la vetrina per numerosi artisti e ballerini, continuando ad influenzare il modo di ballare dei b-boy e di chi praticava altri stili di danza hip hop.


CATEGORIE TECNICHE

Durante la propria sessione di ballo il b-boy generalmente segue una struttura espressiva, fortemente legata alle categorie tecniche dei passi:

​Toprock - parte "in piedi" all'inizio della sessione'

Go-down - passaggio dalla parte in piedi(toprock) a quella "a terra" (downrock)

Footwork - categoria di passi che prevedono l'utilizzo delle gambe

Powermove - categoria di movimenti di rotazione veloci attorno ad un asse del corpo

Freeze - categoria di posizioni di blocco in equilibrio del corpo, usato generalmente alla fine della sessione.

Baby Freeze - consiste nell'appoggiare la testa per terra, poggiare anche le mani e, sui gomiti appoggiare una gamba e mantenere l'altra sollevata.
​

Chair Freeze - consiste nell'appoggiare la testa, un piede e una mano tenendo l'avambraccio perpendicolare al fianco e al resto del braccio e tenendo il corpo parallelo al terreno con il fianco verso il basso.

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